Il Galateo del Matrimonio anni Cinquanta – The ’50s wedding etiquette


Versione italiana – English version folllows

Felicità: dopo un anno e mezzo torniamo a celebrare i matrimoni!

Quanto mi siete mancate spose mie!
Il vostro calore, le nostre chiacchiere e confidenze fintanto che proviamo e riproviamo l’abito nuziale, scegliamo tessuti, colori e accessori.
Tu, Sposa anni 50, sarai bellissima, sarai la più bella ed elegante tra tutte le spose di questa nuova primavera!
Nei tuoi occhi, portamento e vestito farai rivivere il meraviglioso Bon Ton di quegli anni.

Le icone di stile anni Cinquanta, Audrey Hepburn e Grace Kelly ispirano ancora le spose d’oggi.
Gli stilisti degli anni Cinquanta ridisegnano le silhouette degli abiti delle donne proponendo uno stile più innovativo. Busto stretto, vita ben marcata e fianchi nascosti esplodevano in ampissime e preziose gonne a ruota che arrivavano sino al ginocchio.
Le creazioni che riequilibrano le linee sono caratterizzate da gonne in tulle, che donano volume e leggerezza. Sono modelli che vantano un corpetto semplice, con scollatura a cuore, con spalline o bretelle o anche con maniche lunghe di pizzo o velate.
Solenne era in matrimonio, solenne il suo galateo.

 

Il Bon Ton caratterizzava ogni particolare.
La delicatezza definiva il tempo in cui inviare le partecipazioni e i confetti poi, per non aver l’aria di aspettare o richiedere fiori e regali.
Gentilezza era non dimenticare nessun parente, anche meno fortunato e non erano ammesse scuse, per riparare alla mancanza di tatto, dicendo che “tanto non sarebbe venuto”!
Le spese dell’evento erano a carico della famiglia della sposa che provvedeva anche alle macchine quante ne occorrevano per mandare a prendere gli invitati a casa loro.
I testimoni, in numero di due, si mandavano a prendere a casa propria.

La lista della composizione del corteo, necessaria, era affidata ad “maestro di cerimonia”, solitamente un parente od un amico fidato che avrebbe poi diretto con estrema fluidità tutte le operazioni.
La sposa saliva in macchina con il padre, che l’avrebbe condotta all’altare unitamente alla madrina di nozze e ai paggetti.  Poi, al braccio del proprio padre sarebbe entrata in chiesa seguita dallo sposo al braccio della madre, dalla madrina, dai testimoni, dalle damigelle d’onore, i testimoni e i parenti a seguire in ordine di grado.
Era d’obbligo che tutti gli uomini emulassero il padre della sposa nell’offrire il braccio sinistro alle loro dame all’entrata in chiesa.

Le mani della sposa si spogliavano deiguanti solo per ricevere l’anello nuziale, gelosamente custodito dal sagrestano su un vassoietto argentato. 
Alla fine della cerimonia, i soli sposi si recavano in sagrestia per le firme e poi tornavano a ricomporre il corteo con la differenza che, da quel momento, il seguito di paggetti e damigelle si sarebbe staccato dai novelli sposi.
Anche il pranzo seguiva regole precise sul colore delle tovaglie, rigorosamente a fiori, con abbondanza di bicchieri che designavano la tipologia di vini bianchi, marsala, vermut che si sarebbero poi degustati.
Gli sposi erano serviti dai testimoni e dalle damigelle che avrebbero poi condotto magistralmente anche il cambio d’abito: un abito bianco da passeggio, un tailleur elegante, accompagnato da cappellino a veletta o semplicemente da viaggio per lei, un vestito da passeggio scuro per lo sposo. Per entrambi i guanti grigi erano d’obbligo.

Con amore,

English version

Joy! After a year and a half we can finally get back to celebrate weddings again!

How much I have missed you, my brides!
Your warmth, our chats and confidences while trying the wedding dress, choosing fabrics, colors and accessories.
You, Bride of the 50s, will be beautiful, you will be the most beautiful and elegant of all the brides of this spring!
Through your eyes and dress you will revive the wonderful Bon Ton of those years.

Fifties style icons Audrey Hepburn and Grace Kelly still inspire today’s brides.
The stylists of the fifties redesign the silhouettes of women’s dresses proposing a more innovative style. Tight bust, well marked waist and hidden hips blew up into very wide and precious flared skirts up to the knee.
Creations rebalanced the lines and gave volume and lightness through tulle skirts: a simple bodice, a sweetheart neckline, with straps or with long lace or veiled sleeves.
Solemn was the marriage, solemn its etiquette.

The Bon Ton characterized every detail.
The delicacy defined the right time to send the invitations and the confetti, in order not to have the air of waiting or asking for flowers and gifts.
Kindness meant not to forget any relative, no excuses were allowed.
The costs of the event were borne by the bride’s family who also provided the cars for the guests.
The witnesses, in the number of two, were picked up from their homes.

The composition of the procession was entrusted to a “master of ceremony”, usually a relative or a trusted friend who would then directed all the operations with extreme fluidity.
The bride got into the car with her father. He would led her to the altar together with the wedding godmother and the pageboys. Then, on her father’s arm, she would enter the church followed by the groom on her mother’s arm, the godmother, witnesses, bridesmaids, witnesses and relatives to follow in order of rank.
All men had do emulate the father of the bride in offering their left arm to their ladies upon entering the church.

The bride’s hands took off their gloves only to receive the wedding ring, jealously guarded on a silver tray.
At the end of the ceremony, the spouses alone went to the sacristy for the signatures and then  reassembled the procession.
The reception followed precise rules: the color of the tablecloths, flowery, with an abundance of glasses that designated the type of the white wines, marsala, vermouth that would follow.
The bride and groom were served by the witnesses and the bridesmaids would then masterfully conduct the change of clothes: a white walking dress, an elegant suit, accompanied by a veil hat or simply a travel hat for her, a dark walking dress for the groom.  For both gray gloves were a must.

With love,

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